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A differenza di quanto ci aveva promesso il premier Conte questo è stato un anno tutt’altro che bellissimo. Tutti gli indicatori ci dicono che l’economia è in stallo e purtroppo le prospettive per l’autunno non saranno particolarmente brillanti. Questo significa che in tanti stanno perdendo il posto di lavoro e tanti, che lo hanno perso, non lo stanno ritrovando. Questo significa anche che c’è una compressione della spesa pubblica in settori importanti come sanità e scuola di cui già si cominciano a sentire le conseguenze anche in Toscana. E’ evidente che la ricetta giallo-verde ha fallito, ma come uno zombie che non sa di essere cadavere questo governo va avanti fra scontri e litigi fra Di Maio e Salvini.

Ma quel che è peggio è che ancora non si intravede una presa di coscienza da parte di tutti noi del baratro economico, sociale e civile in cui ci stanno spingendo. L’auspicio forte è che nel Pd e nel Centrosinistra si smetta di discutere di quello che è stato e si cominci a costruire quello che dovrà essere. La proposta del segretario del Pd Nicola Zingaretti (che è stato scelto, non dimentichiamolo mai, da centinaia di migliaia di elettori con le primarie) va in questa direzione. Serve ricostruire i luoghi di dialogo e confronto aperti (sarebbe utile ad esempio che i massimi dirigenti la finissero con gli attacchi reciproci sui social) in cui tutti quelli che vogliono costruire un’alternativa di governo ai giallo-verdi si sentano a casa propria.

Facciamolo a partire dalla nostra Toscana dove il centrosinistra è una forza estesa grazie soprattutto al diffuso civismo e alla capacità aggregante dei nostri bravi amministratori locali come ci hanno mostrato le vittorie di Firenze e Prato e la riconquista di Livorno. Fra pochi mesi ci attenderà una sfida decisiva come quella delle Regionali 2020 che sarà determinante non solo per il futuro della nostra Toscana, ma anche per quello dell’Italia. Sono convinto che come sempre non mancherà il vostro aiuto e i vostri preziosi consigli necessari per affrontare un appuntamento elettorale dove non si possono più commettere errori.