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La lettera inviata da parte del premier Conte rispetto ad una perdita della sanità regionale va considerata come un atto di ufficio. La Regione, da parte sua ha già spiegato le circostanze che hanno portato a quello che sarebbe improprio definire un ‘rosso’. La Regione Toscana come l’Emilia Romagna ha investito più di altre regioni e questo è un fatto positivo, ma l’approccio del Governo verso i piani di rientro non dovrebbe prevedere disparità di trattamento. Tutta questa vicenda trae origine dall’aver dovuto caricare sul bilancio 2018 le perdite pregresse del decennio 2001-2011.

Un decennio caratterizzato da forti e importanti investimenti in sanità, che la Regione ha fatto di tasca di propria rimediando alle ristrettezze del Fondo Sanitario Nazionale e con spese di ammortamento a quel tempo escluse dal computo. Inoltre occorre ricordare sia che intanto le perdite sono state ridotte, passando da circa 200 a 167 milioni, sia come dalla stessa Regione sia stato già definito un piano organico per il completo rientro con lo stanziamento di 8,82 milioni per 19 anni a decorrere dal 2019. L’augurio è che questo atto d’ufficio non divenga un’operazione strumentale puramente politica in vista delle prossime elezioni regionali. La sanità toscana è da sempre un’eccellenza di questo Paese e non vorrei che qualcuno pensasse di far campagna elettorale sulle spalle dei cittadini.