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Oggi la Fnopi lancia l’allarme sui 22mila infermieri che il SSN perderebbe da subito con l’entrata in vigore di ‘quota 100’. Altri 75mila rientrerebbero nei parametri per accelerare il pensionamento. A questi vanno aggiunti i circa 23mila medici che andranno in pensione nei prossimi 3 anni tra ‘quota 100’ e raggiunti limiti di età. Appare chiaro che, se non si interviene in fretta e con decisione, il quadro che si prospetta per la sanità italiana è catastrofico.

Il ministro della PA, Giulia Bongiorno, la scorsa settimana in Senato, rispondendo al question time proprio su questo tema ha dato risposte vaghe e preoccupanti. Nonostante i ripetuti annunci fatti dal Governo negli ultimi mesi, il superamento del tetto di spesa per il personale sanitario non è stato inserito in legge di bilancio, né nel decreto fiscale, né nel decreto semplificazione e nemmeno nel decreto concretezza. Senza un intervento programmatorio adeguato si rischia di far collassare sempre di più i Livelli essenziali di assistenza acuendo ulteriormente le diseguaglianze già esistenti. Il tempo degli annunci è finito, populismo ed incompetenza stanno ‘uccidendo’ servizio sanitario pubblico.