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C’è bisogno di confrontarsi, di parlare e di capire dove abbiamo sbagliato e dove abbiamo fatto bene e quindi da dove dobbiamo ripartire. Per questo ho chiesto una mano a due amici che sono stati protagonisti della stagione politica del Pd al governo e sono contento che entrambi abbiamo risposto positivamente al mio invito. Domani sarà di scena l’ex ministro dell’interno Marco Minniti che alle Officine Garibaldi alle ore 18 assieme a me, alla senatrice Valeria Fedeli, a Domenico Laforenza e al direttore de Il Tirreno Luigi Vicinanza presenterà il proprio libro Sicurezza è libertà, terrorismo e immigrazione contro la fabbrica della paura. Poi lunedì 28 sarà la volta dell’ex premier Paolo Gentiloni che  parlerà del suo ultimo saggio “La sfida impopulista. Da dove ripartire per tornare a vincere” alle 18 alla Stazione Leopolda.

Si tratta di due occasioni importanti  perché avvengono in un momento particolare per il Pd e per tutto il centrosinistra. Come democratici siamo in fase congressuale e quindi è naturale che parleremo anche di questo e di quale è la soluzione migliore. Io, come Paolo Gentiloni, sostengo il presidente del Lazio Nicola Zingaretti come nuovo segretario nazionale. Però il nostro obiettivo è allargare il campo del confronto perché siamo consapevoli che il Pd da solo non basta e c’è una deriva dell’autosufficienza che va definitivamente abbandonata sia a livello nazionale, che toscano che a Pisa. Dopo gli schiaffi degli elettori sia alle politiche che alle amministrative siamo rimasti come impietriti. C’è bisogno di una scossa, c’è da rianimare il Pd e tutto il centrosinistra e penso che una serena ma seria discussione partendo dalle questioni che pongono Minniti e Gentiloni sia non solo salutare ma indispensabile.