Il senatore Miguel Gotor ha acquisito un po’ di notorietà in più, ma certo ha perso parecchia credibilità. Per questo deve riflettere su come si rispetta le volontà dei tanti iscritti ed elettori che credono nel Pd. Il senatore Gotor è diventato il paladino del diritto degli elettori di scegliersi i propri parlamentari presentando due emendamenti (bocciati) alla legge elettorale in discussione al Senato. Proprio lui che è stato tra quelli nominati in Parlamento direttamente da Bersani  come capolista a differenza di altri parlamentari dal PD senza passare dalle primarie. E tutto questo grazie a una legge elettorale che non consentiva agli elettori di scegliersi da chi essere rappresentati. Allora Gotor non protestò, si limitò a incassare il seggio parlamentare.  Noi siamo invece  perché in futuro il Pd abbia la maggioranza parlamentare per governare da solo e non alleandosi con il partito di Berlusconi. La nuova legge elettorale prevede un premio di maggioranza per garantire a chi vince di governare per 5 anni,  saranno 100 i capilista bloccati quando  prima c’erano le intere liste bloccate, più della metà degli eletti saranno con le preferenze mentre il resto con i collegi. E’ questo il programma politico che gli iscritti e gli elettori del Pd hanno scelto a larghissima maggioranza alle primarie eleggendo Matteo Renzi segretario nazionale e ribadito alle europee dello scorso maggio facendo sfiorare al Pd il 41%. Invece le posizioni di Gotor e dei suoi amici senatori  di interrompere le riforme  che il Paese attende da anni sono state respinte sia nel Paese che in Parlamento.