La conferma che il nostro servizio sanitario sia tra i più efficienti in Europa e una buona notizia. Per mantenere questo alto livello qualitativo le nuove sfide si chiamano Patto per la Salute e  Riforma del Titolo V della Costituzione.Un fatto che emerge dal rapporto  sulla “Revisione sulla qualità dell’assistenza sanitaria in Italia”, presentato a il 15 gennaio a Roma e realizzato dall’Ocse – Divisione Salute, in collaborazione con il ministero della Salute e Agenas (scarica qui la sintesi). Un rapporto ancora più  positivo  se pensiamo che in Italia spendiamo in sanità il 25% di risorse in meno rispetto agli altri paesi europei. L’Ocse segnala anche alcune lacune come l’eccessiva disparità tra i sistemi regionali, la scarsa prevenzione e l’aumento dei costi a causa dell’invecchiamento della popolazione. Per superarle possiamo partire dal Patto della Salute voluto dal Ministero della Salute per garantire sostenibilità della spesa mantenendo però inalterata la qualità dei servizi grazie all’innovazione tecnologica e organizzativa. Gli obiettivi sono quelli di migliorare il collegamento tra sistemi regionali e nazionali, l’applicazione  in modo più omogeneo delle politiche sulla qualità delle prestazioni; il potenziamento, anche con l’erogazione di risorse finanziarie, le cure “intermedie” ampliando le reti per l’assistenza territoriale e diffondendo gli ospedali di comunità, puntare sulla prevenzione attraverso il canale delle cure primarie; sviluppare e migliorare i controlli di qualità. Infine  nella Riforma Costituzionale del Titolo V l’articolo 117 viene modificato per rendere più omogeneo il sistema sanitario nazionale assegnando nuove competenze tra Stato e Regioni, e anche questo sarà un elemento fondamentale per il futuro della nostra sanità in grado di eliminare sprechi e doppioni.