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In questo momento di emergenza il Governo torna a far sentire la sua presenza con un sostegno concreto per il sistema sanitario, le famiglie e le imprese. Con il decreto “Cura Italia’”il Fondo sanitario nazionale viene incrementato di 1,410 miliardi. Altri 1,610 miliardi andranno invece a potenziare il fondo per le emergenze nazionali in capo alla Protezione civile. Moltissimi gli interventi definiti per il potenziamento della sanità che vanno ad aggiungersi a quelli già previsti dal Decreto legge del 9 marzo scorso, che includevano norme specifiche per l’arruolamento di medici e personale sanitario, con assunzioni di specializzandi e incarichi di lavoro autonomo e a tempo determinato nel Ssn e richiamo di medici e infermieri in pensione, reclutamento di medici di medicina generale e pediatri, incremento delle ore di specialistica ambulatoriale.

Nel Cura Italia vengono poi stanziati 250 milioni per gli straordinari, oltre alla possibilità per Asl e ospedali di trattenere in servizio il personale prossimo alla pensione. Previsto poi il potenziamento dei posti letto in Terapia intensiva, pneumologia e malattie infettive anche ricorrendo al privato, requisizione di spazi per la creazione di aree sanitarie temporanee, incentivi per la produzione di dispositivi medici, requisizione di presidi sanitari e medico chirurgici e anche di strutture alberghiere e similari per ospitare persone in sorveglianza sanitaria. Prevista inoltre la laurea abilitante per medicina.

Ora tempi stretti in Parlamento per la conversione in legge del provvedimento. Spero però che nella fase emendativa si trovi spazio per due importanti provvedimenti rimasti fuori: un incremento dei contratti di specializzazione, in modo da evitare di trovarci anche per il futuro in condizioni di grave carenza di personale; e, soprattutto, la previsione di una moratoria riguardo la responsabilità civile e penale degli esercenti le professioni sanitarie valida per questo periodo di emergenza. In una prospettiva legata alla colpa, la responsabilità dovrebbe essere sempre esclusa in casi emergenziali che impongono agli operatori di lavorare sotto stress, in condizioni di sicurezza non sempre garantite e con orari di lavoro ben al di là della norma.