Allo stato centrale le disposizioni generali e comuni per la salute, le politiche sociali e la sicurezza alimentare, alle regioni l’organizzazione e la programmazione di queste politiche. E’ questo il punto centrale di un emendamento che ho proposto insieme ad altri colleghi del PD e approvato martedì 10 febbraio alla Camera durante l’esame della Riforma della Parte II della Costituzione ( guarda il video del mio intervento). Abbiamo definito un cardine fondamentale del diritto alla salute per i nostri cittadini  perché realizziamo finalmente una vera integrazione tra politiche sanitarie e quelle sociali definendo un nuovo assetto e precise competenze tra stato e regioni parlando di salute nella sua eccezione più ampia. Si tratta di una salto culturale importante perché si definisce per la prima volta un nuovo assetto istituzionale che punta al rinnovamento e all’efficienza superando le disparità e i disservizi creati nel passato. Tutto questo aiuterà a garantire standard comuni a  tutti i cittadini superando quindi le differenze tra le varie regioni. Anche sulla sicurezza alimentare, lo stato centrale dovrà disciplinare la materia nei suoi principi generali mentre spetterà poi alle regioni integrarli con le politiche di prevenzione sul territorio. Con questa nostra proposta si crea quindi un nuovo diritto alla salute che vale da nord a sud e che respinge il neo centralismo salvifico proposto dal Movimento 5 Stelle e il federalismo esasperato della Lega.