Farmaci scomparsi. Vera emergenza che penalizza i malati, l’Aifa venga a riferire in Parlamento

Sapere che sono centinaia i farmaci introvabili nel nostro Paese è un fatto molto grave che non si può accettare. Per questo motivo chiederò una audizione urgente in Commissione Affari sociali dell’Aifa, l’Agenzia Italiana del farmaco dopo la denuncia del quotidiano Repubblica sulla carenza dei farmaci in Italia. Le scelte del mercato e della distribuzione non possono mettere a rischio la salute dei malati in particolare di quelli cronici e gravi. E stiamo parlando di malati di Parkinson, di tumore, i cardiopatici o coloro che soffrono di malattie gravi respiratorie non possano proseguire una terapia con lo stesso medicinale, con tutti i rischi del caso, perché da un giorno all’altro questo farmaco sparisce dagli scaffali delle farmacie o dalle strutture sanitarie.

Sanità, dati Antimafia preoccupanti

Lo scenario presentato dalla Direzione nazionale Antimafia e’ sicuramente preoccupante. Serve ancora di piu’ stringere le maglie del controllo per opporsi a un fenomeno criminale che si arricchisce a danno della salute dei nostri cittadini dopo l’allarme nella Relazione Annuale della direzione nazionale Antimafia sulle infiltrazioni della Mafia nelle Asl e negli ospedali. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia  il modus operandi mafioso cambia con il mutare dei tempi e la sanita’ rappresenta un settore a rischio per tutto ciò che rappresenta. A questo proposito, l’attivita’ di governo e’ mirata a salvaguardare e tutelare questo settore. In tal senso voglio ricordare le disposizioni inserite nella legge di stabilita’ del 2016, che introducono l’obbligo di effettuare le gare per gli acquisti di beni e servizi in sanita’ soltanto tramite Consip o le centrali uniche regionali, ma anche il protocollo di intesa tra l’Anac e l’Agenas, sottoscritto nel novembre del 2014, che ha poi condotto alla previsione, in occasione dell’aggiornamento del Piano nazionale anticorruzione, di una sezione specifica dedicata alla sanità.

Con la ricetta elettronica più garanzie per gli assistiti e contrasto a truffe e falsificazioni

Da oggi la ricetta elettronica è valida in tutte le regioni. Il processo di digitalizzazione compie così un importante passo in avanti semplificando il rapporto tra assistito e Servizio sanitario nazionale. In questo modo migliorerà il rapporto costo/qualità dei servizi sanitari rendendo più omogeneo l’accesso nelle diverse aree del Paese. La nuova ricetta dematerializzata consentirà di garantire la migliore e più semplice assistenza nel percorso di cura e di verificare l’appropriatezza prescrittiva.

Bene il Governo, unioni civili atto di civiltà

Grazie al Governo Renzi, anche l’Italia potrà finalmente essere annoverata tra quei Paesi che hanno una legislazione che disciplina i diritti e i doveri delle coppie di fatto e delle unioni civili, a prescindere dunque dal loro orientamento sessuale. Le unioni civili non vengono equiparate ai matrimoni, non a caso il riferimento costituzionale non è…

Sono stato eletto nuovo presidente della Commissione d’inchiesta sui CIE; un grande sfida che intendo affrontare con il massimo impegno

Porterò avanti l’ottimo lavoro fin’ora svolto dal mio predecessore Gennaro Migliore e dai colleghi per garantire il massimo impegno nei confronti di chi arriva nel nostro Paese in cerca di un aiuto. Sono consapevole della complessità di questo incarico in un momento molto delicato a livello europeo. Farò il massimo per onorare la fiducia concessa oggi dai membri della Commissione. Resto convinto che il nostro dovere sia quello di dare fattivamente credibilità alle nostre parole quando, come Europa, ci facciamo promotori di diritti civili e umani. In base agli ultimi dati, i migranti sbarcati in Italia dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015 sono stati 153.842, rispetto ai 170.100 del 2014. Dunque, nonostante il boom di arrivi di dicembre 2015 (oltre 9 mila), quest’anno si assiste a un calo di sbarchi pari al 9%. La rete in Italia, gestita dal Ministero dell’Interno, si articola in 13 centri di accoglienza (Cpsa, Cda, Cara), 6 centri di identificazione ed espulsione (Cie), 4.471 Cas Centri Accoglienza Straordinaria che accolgono 76.683 persone. Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) al 31 dicembre ospita 19.862 rifugiati con 442 strutture.

Sanità, digitalizzazione centrale nella politica del Governo

L’innovazione tecnologica nel settore sanitario rappresenta un capitolo fondamentale della politica del Governo molto di più che in passato. E’ questo il concetto che ho voluto esprimere oggi  in occasione dell’incontro promosso da Forum PA “Smarth Health, l’innovazione digitale al servizio della salute”. Siamo il secondo Paese al mondo per longevita’ e presenza di persone…

Istat, serve attuare adeguate contromisure

I dati Istat che mostrano un crollo della natalità, con quindicimila nascite in meno rispetto al 2014, non fanno che confermare un trend già noto da tempo. Serve attuare delle contromisure a livello nazionale prevedendo servizi adeguati in grado contenere questo trend negativo. Oggi si e’ toccato il punto piu’ basso. Una parte del fenomeno…

Unioni civili, qualcuno compri una bussola ai grillini, è evidente che non sanno più dove andare

Qualcuno compri una bussola ai grillini, è evidente che non sanno più in che direzione andare. L’improvviso dietrofront del Movimento 5 Stelle sulle Unioni Civili la dice lunga sullo stato confusionale in cui versano i grillini. Nonostante l’ennesima prova di totale inaffidabilità da primo giorno di scuola a cui purtroppo ci siamo abituati, siamo fiduciosi…

Trasporto sociale. Serve una strategia condivisa per il servizio in Toscana

Serve una strategia condivisa a livello regionale per monitorare e garantire il servizio del trasporto sociale in Toscana. E’ questo il senso del mio intervento, come presidente del Cesvot, in occasione della presentazione dell’indagine promossa da Cesvot “Il trasporto Sociale in Toscana” alla presenza di Regione Toscana e Anci. In ogni provincia  ci sono associazioni che svolgono questo servizio in convenzione con le amministrazioni pubbliche oppure con enti privati quali le associazioni, garantendo così a tutti i cittadini di usufruire dei servizi socio sanitari. Anche in questo campo la Toscana è all’avanguardia grazie alla presenza di un capillare tessuto associativo.