Finalmente il via libera ai nuovi LEA dopo 16 anni di attesa

Sono felice di poter commentare un’ottima notizia per tutti i cittadini italiani. Mercoledì 14 dicembre la Commissione Affari Sociali della Camera ha infatti dato parere favorevole ai nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) con i quali vengono significativamente ampliate le prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale. Il documento che abbiamo approvato contiene, inoltre, numerose…

A Bologna la ‘Leopolda’ della sanità per dire Si al Referendum

Oltre 40 interventi davanti ad una platea di oltre 500 persone formata da rappresentanti del settore sanitario, operatori ospedalieri, farmacisti, esponenti di aziende farmaceutiche, rappresentanti delle istituzioni, docenti universitari provenienti da tutta Italia per oltre due ore di confronto sulla riforma costituzionale e sulle sue ricadute nel sistema sanitario nazionale. E’ quanto successo a Bologna con la chiusura della campagna nazionale “Sì per un’Italia in salute”che ho promosso con un tour nazionale iniziato proprio qui a Bologna dove tre mesi fa la campagna ha avuto inizio. Abbiamo avuto un’intuizione straordinaria nello sfruttare questo referendum per creare attorno al tema della riforma costituzionale una rete di oltre 600 comitati inerenti al settore sanitario. Abbiamo riunito una parte della società civile all’interno di una motivazione molto forte: quella della salute pubblica e delle forti diseguaglianze presenti nel nostro Paese causate da un Titolo V che ha contribuito a creare un gap enorme e intollerabile fra le Regioni e ridotto il diritto alla salute ad una mera questione di residenza.

In 300 a Pisa per la chiusura della campagna toscana “Si per un’Italia in salute”

Ci siamo ritrovati in 300 ieri sera all’hotel Galilei di Pisa per partecipare all’evento di chiusura della campagna referendaria che ho promosso “Sì per un’Italia in Salute” che ha visto la costituzione, soltanto nel territorio pisano, di oltre 100 comitati nel settore sanitario. Un segno evidente che man mano che ci avviciniamo a domenica, le persone si stanno informando su cosa prevede la riforma e, compresa l’opportunità che ci troviamo davanti, decidono di accogliere il quesito referendario. Sono stati mesi intensi di duro lavoro in tour per l’Italia per presentare la nostra campagna e spiegare come la modifica del Titolo V rappresenterebbe una svolta fondamentale per il futuro della nostra sanità. Oggi abbiamo 21 sistemi sanitari diversi con differenze enormi tra regione e regione. Abbiamo ridotto il diritto alla salute ad una mera questione di residenza abitativa. Servono esempi? I residenti di Calabria e Campania hanno oggi una aspettativa di vita di 4 anni inferiore alla media nazionale, con un netto peggioramento, quindi rispetto alla situazione preesistente nel 2001.

Con riforma stop bicameralismo paritario

In questo periodo ogni volta che si e’ parlato di Referendum il fronte del No non e’ mai entrato nel merito ed il merito si chiama superamento del bicameralismo paritario. Vi faccio un esempio, la nuova legge sul rischio professionale in Sanità, fosse stata in vigore la nuova Costituzione, sarebbe stata già approvata e invece…

Riforma Pa. Con la vittoria del Si vengono superati nodi sollevati da Consulta

Secondo la Corte Costituzionale, per l’attuazione dei decreti legislativi previsti dalla legge delega sulla Pubblica Amministrazione, che stabilisce anche i nuovi criteri di selezione dei manager sanitari, non basta il parere della Conferenza Unificata, ma serve una vera e propria intesa della Stato Regioni, perché le materie trattate sono concorrenti. Tutto questo  può essere pero’ superato con la vittoria del Si’ al referendum del prossimo 4 dicembre. In quel caso, infatti, entrerebbe in vigore il nuovo articolo 117 che modifica gli ambiti di intervento legislativo, lasciando alle Regioni la competenza solo su ‘programmazione e organizzazione dei servizi sanitari’, eliminando la materia concorrente. A quel punto il verdetto della Corte, almeno per la parte riguardante i manager delle sanità, potrebbe risultare superato.

Rischio Clinico: abbiamo già perso un anno. Riforma costituzionale eliminerà tempi vergognosamente lunghi per approvazione leggi

Sono molto dispiaciuto dell’ennesima opportunità persa ieri al Senato per approvare il testo sul rischio professionale di cui sono relatore alla Camera. Un rinvio causato dalla mancanza del numero legale. Ancora una volta non è stata votata una legge che è stata approvata in prima lettura alla Camera ormai più di un anno fa. La riforma costituzionale servirà ad eliminare questo inutile e dannoso ping pong che ci mette davanti a tempi vergognosamente lunghi e inaccettabili. Continuare a fare questo ‘spezzatino’ approvando pochi articoli ogni volta che c’è uno spazio libero non è serio per il valore del provvedimento e per la dignità dell’Aula. Ci auguriamo a questo punto che il 6 dicembre, data calendarizzata per la nuova discussione del testo, si concluda questo iter in Senato. 

Bilancio. Grazie a emendamento al sicuro personale negli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico

Sono molto soddisfatto dell’emendamento alla legge di Bilancio a mia prima firma approvato ieri dalla commissione Bilancio. Grazie ad esso gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e gli Istituti zooprofilattici sperimentali potranno continuare ad avvalersi del personale addetto alla ricerca assunto con contratti flessibili. Una modifica con la quale viene tra l’altro…

Referendum. Adesione ufficiale al Sì di AOGOI in linea con scelta della sanità italiana

La scelta dell’AOGOI ( Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani), di ufficializzare il proprio sostegno al Sì al referendum, invitando i soci a costituire dei comitati per il “SI per un Italia in salute” in ogni città,  è l’ennesima conferma di come tutta la sanità italiana si sia mobilitata per cogliere l’opportunità di cambiamento rappresentata dalla riforma costituzionale per il sistema sanitario nazionale. Chi oggi lavora nella nostra sanità e anche chi ne conosce bene le eccellenza ma anche i limiti di una struttura che ha 21 sistemi sanitari regionali diversi, ha compreso quanto importante sia l’appuntamento del 4 dicembre.

Referendum. Gli italiani conoscono poco le ricadute sulla sanità. Ma è su questo tema che si può vincere la sfida

Se la maggior parte degli italiani è informata sui temi che riguardano la riforma costituzionale, solo il 23% sa che si vota per la riforma del Titolo V e addirittura il 97% ignora il contenuto dell’articolo 117 della Costituzione. Eppure questo è un tema di centrale importanza. Con la vittoria del ‘Sì’ al referendum del prossimo 4 dicembre si potrà infatti porre fine alle derive federaliste che hanno portato in questi anni all’esplosione della spesa e all’acuirsi di quel gap storico tra Nord e Sud del Paese. Il sistema sanitario trarrà straordinari vantaggi e potremmo garantire una maggiore equità ed uniformità dei livelli essenziali di assistenza (Lea). E potremo far questo grazie al ruolo che Governo e Parlamento saranno chiamati ad assumere: maggior potere decisionale e di indirizzo, ponendo fine a quel primato sulla sanità conquistato dalle Regioni con la riforma di 15 anni fa.