Farmacie, liberalizzazioni utili se fatte a misura di cittadino

L’ipotesi di liberalizzare le farmacie può essere utile a patto che si traduca in una legge equilibrata che garantisca la salute e bisogni delle persone e non penalizzi i territori più deboli. Il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi ha annunciato un disegno di legge su ulteriori liberalizzazioni nel settore farmaceutico che sarà discusso in Consiglio dei Ministri il 20 febbraio. Accanto a questa nuovo provvedimento non bisogna dimenticare gli effetti della precedente legge Monti che inserisce il parametro di una nuova farmacia ogni 3300 abitanti contro i 4000 precedenti. Una legge che permetterà l’apertura a breve di 2500 nuove farmacie portando il totale nel nostro paese a quasi 21 mila. Solo la Francia ha parametri leggermente superiori ( nel paese transalpino ci sono 22 mila farmacie), contro le 14 mila in Inghilterra e le 21 mila in Germania a fronte però di 80 milioni di abitanti.

Con le Riforme nella sanità e le politiche sociali possiamo abbattere differenze e sprechi

Allo stato centrale le disposizioni generali e comuni per la salute, le politiche sociali e la sicurezza alimentare, alle regioni l’organizzazione e la programmazione di queste politiche. E’ questo il punto centrale di un emendamento che ho proposto insieme ad altri colleghi del PD e approvato martedì 10 febbraio alla Camera durante l’esame della Riforma della Parte II della Costituzione ( guarda il video del mio intervento). Abbiamo definito un cardine fondamentale del diritto alla salute per i nostri cittadini  perché realizziamo finalmente una vera integrazione tra politiche sanitarie e quelle sociali definendo un nuovo assetto e precise competenze tra stato e regioni parlando di salute nella sua eccezione più ampia. Si tratta di una salto culturale importante perché si definisce per la prima volta un nuovo assetto istituzionale che punta al rinnovamento e all’efficienza superando le disparità e i disservizi creati nel passato.