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Apprezzo le dichiarazioni della ministra Grillo che ribadisce ancora una volta la sua intenzione di fare al suo futuro figlio tutte e 10 le vaccinazioni oggi previste dalla normativa vigente. Detto questo, resta da capire l’urgenza di smantellare una legge che oggi fornisce gratuitamente, a tutti i bambini, la coperture da malattie che la stessa ministra ha definito pericolose. Se l’obiettivo è quello di mantenere alto il livello di coperture, non c’è motivo di mandare all’aria un impianto di legge che sta funzionando. A parlare sono i numeri: la copertura anti-polio nei bambini nati nel 2015 si avvicina al valore soglia dell’Oms (95%) guadagnando, nel 2017, un +1,2% rispetto al 2016. La copertura per la prima dose di vaccino contro il morbillo cresce del 4,42%. Aumentano anche le coperture nei confronti delle vaccinazioni non obbligatorie.

Ad oggi tutte le evidenze scientifiche ci indicano la necessità di proseguire su questa strada. Tornare indietro non vorrebbe dire solo mettere a rischio la salute di più piccoli e più fragili, ma anche mettere in discussione autorità e competenza di tutte quelle Istituzioni scientifiche che hanno contribuito alla stesura del Piano nazionale di prevenzione vaccinale prima e della legge sui vaccini poi, ottenendo ottimi risultati oggi sotto gli occhi di tutti. Questo significherebbe far arretrare la scienza di fronte alle esigenze politiche. L’intenzione evidente di M5S e Lega è quella di dare risposta da una parte a chi, come Salvini, continua a parlare di una presunta dannosità dei vaccini, e dall’altra a quella larga fetta dell’elettorato pentastellato che tempesta da settimane le pagine social della ministra Grillo per chiedere di togliere ogni obbligo.  Quanto all’autocertificazione, è vero come dice Grillo che questa era prevista dalla legge, ma era una norma transitoria prevista unicamente per permettere alle famiglie ed alle scuole di adeguarsi in tempi congrui alla nuova normativa. Quello che volevano, non era certo offrire alla minoranza no vax una ‘scappatoia’ per aggirare l’obbligo.