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Quanto accaduto oggi a Macerata è il frutto avvelenato di anni di politica irresponsabile. Dobbiamo porre da subito un freno a questo odio. Oggi ad essere colpite, non sono state solo persone innocenti con l’unica ‘colpa’ di avere un colore di pelle diverso da quello di molti di noi, ma anche una sede del PD. Sarebbe facile puntare il dito contro chi ha soffiato sul fuoco dell’odio e della paura per il proprio tornaconto elettorale, additando i migranti come ‘invasori’ da cacciare ed i propri avversari politici come ‘nemici’ da abbattere. Ma non voglio farlo, e non lo farò. Il senso di responsabilità e di rispetto verso il prossimo non può restare un mero esercizio retorico ma deve tradursi in una pratica quotidiana, tanto più per chi ha responsabilità di rappresentanza politica. Ciò non toglie che deve esserci una netta linea di demarcazione tra chi si confronta ed agisce nell’arco dei principi garantiti dalla nostra Costituzione e chi, in modo criminale, promuove e realizza atti di stampo fascista. Emarginare l’intolleranza è infatti la condizione necessaria per la preservazione della natura tollerante di una società aperta e democratica.