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I nuovi dati dell’Osservatorio sulla salute diffusi oggi della Cattolica non fanno che confermare una realtà che vede il nostro Paese diviso in due per quanto riguarda l’esigibilità del diritto alla salute. Il luogo di residenza è ancora una determinante per la speranza di vita. Di fronte a questo scenario, dopo aver rimesso in ordine i dissestati conti del comparto in questi ultimi anni, è urgente poter agire principalmente su due direttive: garantire in maniera uniforme i Livelli essenziali di assistenza puntando sul rilancio del Piano nazionale liste d’attesa in modo da poter esportare le migliori esperienze che hanno già dimostrato la loro efficacia sul campo; e mettere mano al Titolo V della Costituzione. Penso sia giunto il momento per una riforma costituzionale che possa permettere una più efficace e mirata azione dello Stato centrale laddove si registrano le più gravi inefficienze a danno dei cittadini, garantendo al contempo autonomia a quelle amministrazioni virtuose.