• Il Pd per cambiare l’Europa

    Domenica 25 maggio voteremo per l’Europa e anche per le amministrative in molte città e comuni della nostra regione. Le elezioni europee sono un appuntamento decisivo perché oltre al rinnovo del Parlamento europeo per la prima volta gli eletti a Strasburgo eleggeranno direttamente il presidente della Commissione europea. Ma in questa strana campagna elettorale dai toni troppo alti e beceri di Europa c’è ne davvero poca. Molte forze politiche non sanno andare oltre gli schemi generici oppure, come nel caso di Lega e 5stelle, non sapendo che dire preferiscono urlare o lanciare insulti contro la Germania e l’euro. La posizione del Partito Democratico invece è chiara e netta e punta proprio sul cambiamento e sulla sfida di un’Europa della crescita e del lavoro, di un’Europa dei diritti e delle libertà, di un’Europa non solo dei burocrati, ma politica e sociale ( scarica il nostro programma).

    Il PD, anche grazie all’adesione formale al Partito dei Socialisti e dei democratici europei, ha promosso e difeso questa scelta. Siamo convinti europeisti, siamo convinti che a chi urla demagogicamente “no euro” occorra rispondere “più Europa”, ma un’Europa nuova, più forte e più attenta e vicina alle persone. Il cambiamento e il processo di riforme che si è avviato in Italia, con fatica ma anche con grande determinazione, grazie al lavoro del Governo del premier Matteo Renzi, deve continuare ed espandersi anche in Europa.

    Bisogna dare forza al PD perché siamo l’unica scelta credibile per cambiare e farci sentire orgogliosi di essere europei. Dare speranza all’Europa e al nostro futuro. Ognuno di noi può dare il suo contributo recandosi alle urne con la possibilità di esprimere fino a tre preferenze scrivendo il cognome del candidato. Per questo vi invito a votare due miei cari amici con i quali ho condiviso la mia storia politica, Simona Bonafè capolista del nostro partito nella Circoscrizione Centro e il consigliere regionale Nicola Danti ( guarda qui facsimile di scheda). Sono sicuro che se saranno eletti sapranno rappresentare al meglio il nostro territorio e dare più forza in Europa al nostro paese.

  • Riorganizzare e potenziare i centri servizio per il volontariato

    Come presidente del Cesvot ho partecipato domenica 18 maggio a Milano alla Conferenza Organizzativa del Coordinamento Nazionale dei centri servizi per il volontariato CSVnet. Un appuntamento molto importante dove ho avuto modo di presentare un pacchetto di proposte per la riorganizzazione e potenziamento dei centri servizio, grazie anche al mio impegno nella cabina di regia che deve portare alla riforma del terzo settore lanciata dal premier Matteo Renzi. Il primo punto è quello di confermare il  ruolo dei centri servizio come strumento di sostegno al volontariato, per la tenuta sociale e la crescita del senso civico. Poi è importante l’incremento delle risorse finanziarie destinate ai centri. Continue Reading

  • Su Genovese la trappola dei 5 Stelle è vecchia politica

    I deputati del Movimento 5 Stelle preparano una trappola sul voto per l’arresto di Francantonio Genovese? E’ bastato un anno di palazzo per trasformarli nel peggio della vecchia politica. La notizia che il partito di Grillo stia preparando un’imboscata e’ riportata anche dal Fatto quotidiano, certamente non sospettabile di ostilità preconcetta nei confronti dei grillini. Se fosse vero che i cinquestelle stiano pensando di approfittare del voto segreto per votare contro l’arresto e credere in questa maniera di mettere in difficolta’ il Partito democratico, sarebbe l’ennesima conferma che il gruppo M5s in pochi mesi ha preso i peggiori vizi della vecchia politica. Difendono lo stipendio dei senatori, hanno votato contro l’abolizione delle province, ora si nascondono pure dietro al voto segreto. Altro che cambiamento.

  • Terzo Settore, la riforma costituisce una occasione preziosa

    Come presidente del  Cesvot (Centro Servizi volontariato toscano ),approvo in pieno le linee guida presentate lunedì 12 maggio dal presidente del Consiglio Renzi  sul Terzo Settore come annunciate dallo stesso premier in occasione del Festival Del Volontariato di Lucca. Gli obiettivi che vengono delineati sono quelli di un welfare partecipativo con governance sociale allargata; un moderno e adeguato impianto normativo a sostegno all’economia sociale ed incentivi a sostegno della donazione dei cittadini e delle imprese. Bisogna sfruttare questa preziosa occasione mettendoci subito al lavoro affinchè  tutti i protagonisti del Terzo settore possano contribuire concretamente nella definizione della Legge Delega. Da anni auspichiamo una riforma sempre arenata nell’alternarsi degli esecutivi e mai presa seriamente in considerazione. Se vogliamo davvero essere incisivi nell’avviare un cambiamento radicale economico, sociale, culturale ed istituzionale non possiamo trascurare il Terzo settore che in Italia conta 300mila organizzazioni e quasi 5miloni di volontari. Un patrimonio che arricchisce ogni giorno questo Paese di diritti, di solidarietà’ e di intraprendenza.

  • Scandalo Expo: il problema è stato affidare ad un privato la gestione delle gare

    Durante la mia partecipazione al programma Agorà di Rai Tre del 13 maggio dedicato allo scandalo Expo, ho ribadidto che Renzi ha fatto bene a mettere la faccia su questa vicenda, gestita male fin dall’inizio. Tutti sospettavano che dietro potesse esserci addirittura la mafia, e alcuni controlli erano stati fatti. Mentre c’è una cricca che non c’entra nulla con i partiti e con la politica che mette mano a una delle operazioni più importanti per il nostro paese. Fermare tutto significherebbe arrendersi davanti ai delinquenti. Renzi ha scelto Cantone, un magistrato stimato per la sua esperienza. Il nostro paese è indietro sulla trasparenza degli appalti. Il vulnus è stato affidare ad un soggetto privato la gestione delle gare dell’Expo, invece di scegliere un soggetto pubblico come ad esempio la Regione.

  • Mafia in tv, Berlusconi bara, le fiction criticate sono sue

    Berlusconi in campagna elettorale critica le fiction Rai sulla mafia ma fa il furbetto: tutti ricordano che le serie tv piu’ criticate sulla mafia sono proprie le sue, quelle targate Mediaset.  In particolare la fiction di Canale 5 ‘Il capo dei capi’ provoco’ addirittura la presa di distanza pubblica della moglie di Boris Giuliano, il servitore dello Stato ucciso da Cosa Nostra. Anche dalla Procura di Palermo arrivarono dubbi. Piu’ si avvicina il voto, piu’ il leader di Forza Italia la spara grossa. Stavolta, pero’, ha sbagliato completamente.

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