• Scandalo Expo: il problema è stato affidare ad un privato la gestione delle gare

    Durante la mia partecipazione al programma Agorà di Rai Tre del 13 maggio dedicato allo scandalo Expo, ho ribadidto che Renzi ha fatto bene a mettere la faccia su questa vicenda, gestita male fin dall’inizio. Tutti sospettavano che dietro potesse esserci addirittura la mafia, e alcuni controlli erano stati fatti. Mentre c’è una cricca che non c’entra nulla con i partiti e con la politica che mette mano a una delle operazioni più importanti per il nostro paese. Fermare tutto significherebbe arrendersi davanti ai delinquenti. Renzi ha scelto Cantone, un magistrato stimato per la sua esperienza. Il nostro paese è indietro sulla trasparenza degli appalti. Il vulnus è stato affidare ad un soggetto privato la gestione delle gare dell’Expo, invece di scegliere un soggetto pubblico come ad esempio la Regione.

  • Mafia in tv, Berlusconi bara, le fiction criticate sono sue

    Berlusconi in campagna elettorale critica le fiction Rai sulla mafia ma fa il furbetto: tutti ricordano che le serie tv piu’ criticate sulla mafia sono proprie le sue, quelle targate Mediaset.  In particolare la fiction di Canale 5 ‘Il capo dei capi’ provoco’ addirittura la presa di distanza pubblica della moglie di Boris Giuliano, il servitore dello Stato ucciso da Cosa Nostra. Anche dalla Procura di Palermo arrivarono dubbi. Piu’ si avvicina il voto, piu’ il leader di Forza Italia la spara grossa. Stavolta, pero’, ha sbagliato completamente.

  • Fatti di Roma: nel calcio i costi dell’ordine pubblico siano a carico delle società

    I costi per garantire l’ordine pubblico negli stadi e in occasione delle partite di calcio devono essere a carico delle società sportive, come accade in Gran Bretagna, Usa e Germania. Il ministero dell’Interno renda pubblico l’importo della spesa annua che grava sui contribuenti. Su questo tema ho annunciato lunedì 5 maggio dopo i fatti allo Stadio Olimpico una interrogazione al ministero dell’In terno Angelino Alfano insieme ai colleghi del PD Lorenza Bonaccorsi ed Ernesto Magorno. Le partite di calcio non sono eventi straordinari, come è stata ad esempio la canonizzazione dei papi, ma occasioni calendarizzate settimanalmente con scopo di lucro per le società e un fiorente mercato economico attorno.

    Non è accettabile che lo Stato debba spendere, secondo quanto riferito dalla stampa, fino a 45 milioni di euro all’anno per mettere in campo dispositivi di sicurezza costosi, che tra l’altro mettono a dura prova gli uomini delle forze dell’ordine. La sicurezza per una partita media, non particolarmente a rischio sarebbe di circa 40mila euro. Una cifra assolutamente abbordabile per realtà societarie con fatturati da decine di milioni di euro. Come detto tempo fa dal premier Matteo Renzi, i costi non possono gravare sulla collettività, occorre adottare il modello inglese. Lavoreremo ad una proposta che, sulla base dei numeri forniti dal Viminale, possa adeguare l’Italia agli standard degli altri Paesi.

  • Disdetta del telepass gratis per le ambulanze di soccorso. Decisione che va contro il buon senso

    Per questo motivo presenterò una interrogazione urgente al ministro dei Trasporti per avere chiarimenti su questa iniziativa di Società Autostrade che penalizza pesantemente i volontari del soccorso e non garantisce i diritti sanitari dei cittadini. Contro questa decisione oggi a Roma davanti Montecitorio si è svolta una manifestazione di protesta da parte dell’Anpas e delle Misericordie. Mi sento vicino a tutti i volontari che hanno fatto sentire oggi il loro sdegno verso questa decisione perché svolgono un ruolo insostituibile al servizio della comunità e come sostegno alle attività pubbliche, un lavoro che invece di essere sostenuto viene penalizzato da una burocrazia cieca e da leggi farraginose. La proroga fino al 1 luglio è una parziale buona notizia ma ora dobbiamo modificare il prima possibile il Codice della Strada per evitare che scatti la

  • La politica fa polemica ma la fiducia nel nuovo governo cresce

    La politica non perde occasione per polemizzare contro Matteo Renzi, anche con critiche preventive, ma intanto la fiducia degli italiani nel premier cresce. E’ il segno che il nuovo governo e’ sulla strada giusta. Il sondaggio di Datamedia conferma il dato che prevale da alcuni giorni nelle rilevazioni: la fiducia in Renzi aumenta, e’ cresciuta di 7 punti in 7 giorni. Si tratta di una grande responsabilità, che mostra le grandi aspettative che gli italiani ripongono nel nuovo esecutivo e nel presidente del Consiglio.La politica non perde occasione per polemizzare contro Matteo Renzi, anche con critiche preventive, ma intanto la fiducia degli italiani nel premier cresce. E’ il segno che il nuovo governo e’ sulla strada giusta. Il sondaggio di Datamedia conferma il dato che prevale da alcuni giorni nelle rilevazioni: la fiducia in Renzi aumenta, e’ cresciuta di 7 punti in 7 giorni. Si tratta di una grande responsabilità, che mostra le grandi aspettative che gli italiani ripongono nel nuovo esecutivo e nel presidente del Consiglio

     

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