Una biblioteca per Peppino Impastato, piccolo grande gesto di legalità

Un gesto importante per trattenere il ricordo di una vittima di mafia che oggi qualcuno vorrebbe dimenticare, ma anche per rilanciare, proprio a partire dalla scuola, la battaglia per la legalità in Italia. Tutto questo significa aver intitolato alla memoria di Peppino Impastato la biblioteca della scuola Leonardo da Vinci di Firenze. Mi dispiace non essere stato presente alla cerimonia di intitolazione, perché la stessa mattina partecipavo ai funerali di stato a Pisa. Ma faccio mie comunque le parole degli studenti.
«A 31 anni dalla scomparsa di Peppino Impastato un ‘piccolo’ ma importante gesto – hanno sottolineato, tra le altre cose, gli allievi della quinta di chimica, in rappresentanza di tutti i 1800 studenti di questa superiore – Una targa, una intestazione, che è un passo per combattere la mafia, per fare sapere che noi non abbiamo dimenticato, per far sapere che noi non dimenticheremo e continueremo la nostra lotta contro l’omertà e la criminalità organizzata. Noi siamo con Peppino, noi siamo con la legalità».
Parole che, ripeto, faccio completamente mie. Sono convinto che la battaglia per la legalità debba vedere i giovani in prima fila e che anzi, per combattere le mafie, piaga di un intero paese e non solo del Sud, sia possibile imparare da loro. Soprattutto in un momento come questo, in cui avverto segnali di cedimento, per esempio per quanto riguarda i beni confiscati alla criminalità organizzata. E cedimento è anche dimenticare figure come Peppino Impastato, magari deliberatamente, come è stato fatto in un comune dell’Italia del Nord. Il ricordo di questo ragazzo ammazzato dalla mafia, qui a Firenze, a più di 30 anni dalla morte, significa condividere il suo coraggio nel denunciare ogni tipo di illegalità e nel lottare perché le nostre comunità si fondino sulla solidarietà, sul lavoro, sul merito.





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