Un saluto augurale ai miei lettori

Vorrei davvero che arrivassero a tutti voi i miei più sinceri auguri per un sereno Natale e per un felice 2010. Auguri non formali, auguri che, mi sembra, sono intimamente legati anche con quanto ho cercato e sto cercando di fare nel mio impegno politico e istituzionale. Sicuramente hanno molto a che vedere con la mia visione del mondo e con il cammino che insieme stiamo facendo. Perché in effetti è proprio questo di cui ha bisogno il nostro paese: di serenità e di futuro.

Quello che si chiude non è stato affatto un anno facile e non solo per la crisi economica: perché c’è modo e modo di reagire alla crisi e la crisi fa meno paura se siamo in grado di guardare a cosa c’è oltre. Tante cose, invece, hanno contribuito a sottrarci il senso di una prospettiva, regalandoci una sorta di impotenza, forse addirittura la convinzione di un paese irrimediabile e di un declino inevitabile. Oggi abbiamo sotto gli occhi un’Italia con meno regole e meno certezze, più impaurita e più egoista. L’Italia delle ronde, dell’evasione fiscale, dei migliori giovani che fuggono all’estero.

Ma deprimerci per tutto questo è guardare al passato, appunto. E io penso che non c’è niente di inevitabile, obbligato, segnato nella storia delle nostre comunità. Quest’anno, per esempio, abbiamo molto riflettuto sulla Caduta del Muro, un ventennale carico di argomenti di riflessione, ma che a me ha insegnato soprattutto l’imprevedibilità della storia, la speranza che può rinascere all’improvviso.

Ed è proprio questa speranza che io nutro per il nostro paese. E’ una speranza che si alimenta della consapevolezza di quanto si può davvero raggiungere, se solo si ripartirà da tutti noi, dalle persone come protagonisti, dai valori come bussole delle nostre scelte, dalle buone idee come benzina della politica.

Ed è con questo bisogno di futuro, ma anche con la consapevolezza che un futuro c’è davvero, che rinnovo a voi e a tutti i vostri cari i miei migliori auguri.





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