Salviamo le primarie
Rispetto al dibattito che si sta svolgendo all’interno del Partito Democratico sulle modifiche statutarie, ritengo che sarebbe un gravissimo errore penalizzare lo strumento delle primarie.
Non ho nulla contro le primarie di coalizione ma l’elemento più probelmatico che rimane aperto è: chi sceglie il candidato ufficiale del Partito Democratico? Siamo sicuri che la strada migliore sia quella di delegare la scelta ai soli organi di partito? In Toscana, se così fosse, si verificherebbero primarie dall’esito scontato, dove il candidato del PD non avrebbe grandi difficoltà a superare i candidati delle altre forze politiche di coalizione.
Se vogliamo continuare a coltivare l’idea di un partito con un’identità aperta e plurale, le primarie, che sono nel DNA fondativo del PD, sono lo strumento principale per avvicinare i tanti simpatizzanti e i potenziali elettori che con le normali modalità di adesione al partito non vengono coinvolti.
Un ultimo aspetto è che la selezione dei candidati per le cariche monocratiche degli enti locali non deve essere una sterile competizione di un’ennesima campagna elettorale, ma può e deve diventare sempre di più un modo per far emergere le persone più capaci e con il curriculum migliore.
Insomma nel nostro paese si parla tanto di meritocrizia, ma se non la introduciamo nel nostro partito non potremmo certo aspettarcela dai partiti personalistici o dove esiste un unico proprietario.
Vedi anche il seguente articolo: CorriereFiorentino_16maggio2010
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