Più legalità nelle scuole, guardando a Rosarno
Dunque, partiamo da quanto siamo riusciti a fare: in questi giorni abbiamo firmato quattro importanti intese che permetteranno di consolidare in Toscana la battaglia per la cultura della legalità, in particolare tra i giovani e nelle scuole. E possiamo essere molto soddisfatti, perché consegnamo alla prossima legislatura regionale strumenti e progetti per proseguire nel lavoro avviato in questa legislatura. È questo, in estrema sintesi, il significato della collaborazione che abbiamo deciso di proseguire con l’Ufficio scolastico regionale per la Toscana, con l’associazione dei familiari delle vittime di Via dei Georgofili, con Libera e con l’Arci.
Non è un impegno da poco, però è un impegno necessario, straordinariamente utile. Sono soldi bene spesi quelli per promuovere una cultura delle regole, perché di regole questo paese ha estremamente bisogno. Regole per tutti, regole di convivenza, trasparenza, pulizia, giustizia.
Ho ancora negli occhi quello che è accaduto a Rosarno negli scorsi giorni, con la “caccia al nero” e tutto quanto ha preceduto o seguito un evento che ha pochi precedenti, se li ha, nella storia italiana. E non accetto che si invochi la legalità solo per espellere coloro che sono etichettati come “clandestini” e non per ripristinare la legalità in territori che, com’è evidente anche in questa storia, sono controllati dalla criminalità organizzata. Chi sfruttava questi nuovi schiavi, chi esigeva da loro il pizzo e ora, dopo la loro cacciata, è pronto a ingaggiare nuovi disperati in giro per il mondo? E tutto questo, ovviamente, in assenza di regole, e soprattutto di regole che non rimangano solo sulla carta.
In questi cinque anni in Toscana abbiamo fatto molto, anche allargando il concetto di educazione alla legalità, che prima era confinata a qualche incontro sulla mafia o poco più. Abbiamo coinvolto le scuole di ogni ordine e grado, promosso sperimentazioni didattiche, costruito la partecipazione dei nostri giovani nei campi confiscati alla mafia, ma più in generale abbiamo dato gambe alla cultura delle regole.
Ed è su questa strada che sono convinto si debba procedere con molta convinzione, con la consapevolezza che spendere in cultura della legalità è un buon investimento per il futuro delle nostre comunità.




