Noi di Walter Veltroni. Riflessioni in occasione della presentazione a Pisa
Lunedì prossimo, 8 febbraio, presenteremo a Pisa Noi, l’ultimo romanzo di Walter Veltroni (Scarica l’invito).
Questo appuntamento, che abbiamo voluto intitolare “Noi le emozioni e la politica“, mi porta a fare alcune considerazioni su di noi, noi che facciamo politica, che ci crediamo a dispetto di tutto e che vogliamo una politica non lontana dalle questioni vere e capace di dialogare con il Paese, noi italiani che lottiamo per una società coesa, solidale, aperta e basata su regole chiare e rispettate.
Di una cosa sono convinto, è in tempi difficili che abbiamo bisogno di parole. Dico parole, parole capaci di ristabilire un senso, di indicare un orizzonte, di sollecitare un cammino, di definire un senso di appartenenza, perché a questo servono davvero le parole, non solo a lanciare proclami e invettive.
Abbiamo bisogno di parole così, che restituiscono anche quello che alla politica in questi anni è stato sottratto, dignità, valore, concretezza, capacità di dialogo, soprattutto capacità di uscire dai palazzi, di toccare la vita vera, di diventare esperienza reale, di stare dentro i problemi reali, di parlare il linguaggio di tutti.
E forse sono obiettivi che peccano di ambizione, però è ancora bella e valida quella definizione della politica come arte del possibile, ci credo, purché poi non si svaluti questo concetto fino a tradurla in arte di arrangiarsi, di cercare piccoli compromessi, di fare piccolo cabotaggio navigando a vista: che poi è l’esatto contrario.
Io ci credo, alla politica come arte del possibile così come alla possibilità di un’altra politica. Solo che tante volte questo non si realizza nei luoghi e nei momenti della politica che poi sono quelli che persone come me siamo più abituati a frequentare, per il loro impegno istituzionale e amministrativo.
Forse è più facile ritrovare parole che diano dignità alla politica, che diano radici e linfa, in libri come Noi di Walter Veltroni, e in occasioni come quella della presentazione di lunedì a Pisa, in cui invece che le urgenze del dibattito politico si ragiona su un bel libro.
Un libro che mi ha entusiasmato fin dal titolo, che ha proprio la semplicità delle cose più belle: solo tre lettere per esprimere tutto quello che ci manca e che invece dobbiamo pretendere. Noi, parola bellissima, parola che troppo spesso ci siamo dimenticati, parola che davvero esprime tutto il resto, identità e ricchezza della diversità – i tanti io che compongono il noi – speranza, capacità di stare dentro questo Paese.
Vi saluto con altre parole capaci ancora di entusiasmarmi e appassionarmi ogni volta che le leggo,
Federico
Rendersi conto che il problema degli altri è uguale al mio, sortirne da soli è l’avarizia, sortirne insieme è la Politica
(Don Lorenzo Milani)
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