Le “Giornate dell’interdipendenza” per riflettere sul nostro pianeta

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“Un battito d’ali di una farfalla in Brasile può provocare un uragano in Texas”, ha scritto anni fa Edward Lorenz, uno dei fondatori della teoria del caos. “Una grande rivoluzione nel carattere di un solo uomo permetterà di realizzare un cambiamento nel destino di una nazione e condurrà infine a un cambiamento nel destino di tutta l’umanità”, ha affermato invece Daisaku Ikeda, uno dei grandi maestri di pace dei nostri tempi.

Due citazioni per dare il senso di quanto tutto è legato e interdipendente sul nostro pianeta. Ma anche due citazioni che guardano con spirito diverso alla nostra relazione con il mondo. Subire gli effetti dell’interdipendenza, oppure diventare responsabili del destino nostro e altrui nell’epoca di una globalizzazione che non deve seguire un cammino obbligato.

Tutto questo sarà al centro delle “Giornate per l’interdipendenza” che questa mattina ho avuto l’onore di presentare, alla presenza di ospiti che arrivavano dal Brasile e dall’India. Organizzate da Legambiente, Acli, Comunità di Sant’Egidio, Mppu-Focolari, assieme alla Regione Toscana, le “Giornate” saranno ospitate il 29 e il 30 ottobre dalla città di Firenze. Saranno un’occasione preziosa per dialogare sulle principali sfide di oggi: la crisi economica, la crisi ambientale, l’urgenza della pace.

Si parlerà soprattutto delle città quali laboratorio di convivenza tra persone e gruppi, popoli e culture: un tema che non può non essere al centro della nostra attenzione e della nostra sensibilità.

Spero che molti di noi possano partecipare a questa iniziativa. Merita due volte: ci farà senz’altro bene, in questi tempi in cui la politica pare ridotta a storie di escort, veleni e affari sporchi. “La politica è bella”, come si dice nell’ultimo film di Giuseppe Tornatore. O detta con maggiore cautela: potrà tornare a essere bella proprio cominciando a cercare il confronto su temi come questi.





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