Il prezzario regionale dei lavori pubblici
Le inchieste giudiziarie di queste ultime settimane hanno indubbiamente posto all’attenzione di tutti il problema degli appalti pubblici in Italia, con tutto quello che comporta una realtà fatta di regole complicate e spesso non rispettate e di controlli che non ci sono o che non funzionano. Una situazione che purtroppo ha aperto la strada sia a rapporti inaccettabili tra le amministrazioni pubbliche e alcuni segmenti del mondo dell’impresa sia a vere e proprie infiltrazioni della criminalità organizzata.
I magistrati dovranno chiarire e individuare tutte le responsabilità, ma ovviamente c’è anche una questione di regole e di controlli, di trasparenza e di semplificazione, di procedure da cambiare. Per questo penso che gli amministratori pubblici debbano fare la loro parte e credo che dalla Regione Toscana arrivi ora uno strumento importante, il Prezzario regionale dei lavori pubblici, che con i suoi prezzi di riferimento, servirà a definire meglio gli importi alla base delle gare e a valutare la congruità delle offerte, nonché le eventuali anomalie.
E’ un passaggio cruciale, a vantaggio di tutti. Delle amministrazioni pubbliche, delle imprese, degli stessi lavoratori, visto che, non dimentichiamolo, i prezzi che abbiamo definito tengono conto anche dei costi della manodopera e della sicurezza.
Che al termine di questa legislatura regionale si sia riusciti ad arrivare a un risultato di questo valore è per me un motivo di grande soddisfazione. Un risultato che conferma tutto il nostro impegno per l’attuazione della legge regionale 38/2007 sui contratti pubblici, ma esprime anche la consapevolezza che il sistema delle opere pubbliche, con il miliardo di euro che muove ogni anno in Toscana, senza contare gli investimenti statali, può avere un effetto di traino sull’intera economia regionale, sempre che si riescano a garantire tutte le condizioni di una concorrenza corretta e trasparente.




