Firmiamo l’appello contro la vendita dei beni confiscati
Come forse già saprete, venerdì 13 novembre il Senato ha approvato un emendamento alla finanziaria 2010 che modifica la legge Rognoni-La Torre prevedendo la vendita all’asta da parte dello Stato dei beni confiscati ai mafiosi. Se questo emendamento diventasse legge le conseguenze potrebbero assai gravi, perché i beni confiscati alla mafia potranno essere messi all’asta, senza più alcun vincolo di uso sociale.
Le comunità che hanno già subito un danno per la presenza d attività e interessi della criminalità organizzata saranno danneggiate una seconda volta. Ma la cosa peggiore è che in questo modo la mafia potrà rimettere le mani sui beni confiscati, per di più riciclando denaro sporco.
E’ una possibilità che riguarda un patrimonio di assoluto rilievo anche in Toscana, a partire dall’Azienda agricola di Suvignano, nel cuore della campagna senese, il più grande bene sottratto alla mafia in tutto il centro e il nord Italia.
Per questo, e per evitare che sia dato un segnale di pericoloso cedimento nella lotta alla criminalità organizzata, auspico che dalla Toscana si levi una presa di posizione forte e determinata. Pertanto è importante che tutti noi aderiamo all’appello, lanciato nei giorni scorsi da Don Ciotti e Libera.
Federico Gelli




