Diritto alla musica per tutti i ragazzi
Diceva Miguel de Cervantes: “Dove c’è musica non può esserci nulla di cattivo”. Non so se si possa arrivare a dire tanto, ma di una cosa sono sicuro, la musica è – o meglio, dovrebbe essere – un aspetto importante dell’educazione per tutti i nostri ragazzi e ragazze. Un ingrediente fondamentale per una vita che può essere più ricca, profonda, appagante proprio con la musica.
A questo pensavo questa mattina, presentando la nuova edizione di Dire &Fare, la rassegna che Firenze ospiterà alla Fortezza da Basso dal 28 al 31 ottobre, e che quest’anno dedica una sezione intera dedicata alla musica per i più piccoli. Ci sarà uno spazio interattivo, un vero e proprio percorso dedicato agli strumenti a percussione, laboratori con musicisti che affiancheranno bambini e insegnanti, e anche una “operina” che, composta per l’occasione, sarà messa in scena sabato mattina.
Tutto questo ci servirà a capire quanto è importante la musica per i bambini e con i bambini. Peccato che la nostra scuola pubblica vada in direzione opposta. Di educazione musicale ce n’era già poca, ma con i tagli del ministro Gelmini sono state ulteriormente penalizzate le attività di laboratorio. E questo vuol dire anche il teatro o l’educazione ambientale. Ma so di scuole dove la musica è già stata sacrificata, come un’attività a cui è possibile rinunciare.
Sono contento di essere in una regione che in questi anni ha lavorato per contrastare questo disinteresse. Solo pochi mesi fa l’assessore all’istruzione Gianfranco Simoncini ha potuto presentare addirittura un piano per diffondere l’educazione musicale nella scuola di base, con una sperimentazione che non ha eguali in Italia.
Anche in futuro faremo di tutto per colmare, per quanto nelle nostre possibilità, questa lacuna. Con la consapevolezza che nessuno può permettersi di sottovalutare la forza espressiva, comunicativa, creativa della musica. E che istituzioni che si disinteressano a essa di fatto si disinteressano al linguaggio più importante usato dai giovani di oggi e ne pregiudicano comunque il loro futuro.




