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    Migranti, nessun hotspot al Cara di Mineo

    Il Cara di Mineo deve essere chiuso gradualmente perché non può essere considerato un modello idoneo a garantire la corretta accoglienza dei migranti. Il modello che riteniamo, in maniera unanime, necessario è quello dell’accoglienza diffusa. E’ la mia netta posizione espressa all’indomani della visita ufficiale della Commissione al Cara di Mineo al centro di numerosi scandali giudiziari. Il Cara di Mineo ha dimostrato in maniera ineludibile che non è possibile garantire accoglienza, integrazione e aiuto in una città di 4 mila persone per evidenti esigenze di sicurezza, ordine pubblico, organizzazione e gestione delle dinamiche interne del centro, dalla gestione del servizi minimi di ristorazione a problemi igienico sanitari. Tantomeno è difficile ipotizzare la realizzazione al suo interno di un hotspost, un centro di prima identificazione dei migranti, che aggraverebbe la situazione portando l’intero centro ad un collasso le cui conseguenze sarebbero gravissime come stato a più riprese evidenziato in occasione delle audizioni del procuratore di Catania e Caltagirone. Ho raccolto tutte le perplessità e le preoccupazioni della prefettura su un sistema dimostrato totalmente inefficace e lesivo dei diritti umani nei confronti dei migranti accolti e trasformato in luogo di interessi che poco hanno a che vedere con i principi di accoglienza e solidarietà che devono essere sempre rispettati. La commissione su questa posizione è compatta e lavoreremo perché si arrivi presto ad una chiusura del Centro e ad una soluzione alternativa in grado di sopperire alle esigenze di accoglienza che sono prioritarie.

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