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Quella del servizio sanitario nazionale è stata una delle riforme più importanti che il nostro Paese ha conosciuto. Quarant’anni fa, grazie al centrosinistra, l’Italia ha finalmente iniziato a rendere effettivo il diritto costituzionale alla salute. Purtroppo però la strada per raggiungere il traguardo di una sanità per tutti in ogni angolo del Paese è ancora lunga. Basti pensare che nell’ultimo anno, nel nostro Paese, il 22% delle persone ha dovuto rinunciare a curarsi per motivi economici, e che in 320mila hanno dovuto spostarsi dal Sud al Nord per farlo. Insomma, più che pensare a brindisi di buon compleanno, e in occasione della Giornata Mondiale della salute che si ricorda oggi,  c’è da rimboccarsi le maniche. 
È inaccettabile che una persona che vive in un territorio del nostro Sud abbia meno diritto alla salute di una che vive in certe regioni del Centro o del Nord. C’è una costante violazione del principio di universalità della sanità che oramai passa davanti agli occhi indifferenti di troppi politici e istituzioni. L’autonomia regionale è un valore, ma in certe realtà non è più accettabile che l’inefficienza di certa classe politica sia pagata sulle pelle degli ammalati.