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    Donazioni sangue; dobbiamo evitare sprechi. Lavorare meglio per sensibilizzare giovani

    Il sistema sangue italiano ‘tiene’, ma inizia a dare qualche segnale di logoramento, a partire da un calo dei donatori fisiologico per l’invecchiamento della popolazione. Nel 2016 sono stati registrati circa un milione e 688mila donatori, una cifra in calo di 40mila unità rispetto all’anno precedente. A fonte di questi dati è assolutamente necessario evitare di vedere sprecata anche solo un’unità. Non possiamo permetterci di vedere vanificata la generosità di chi si mette al servizio degli altri. E’ evidente che bisogna ragionare ad una nuova programmazione di raccolta che permetta di raggiungere standard più elevati di coordinamento e far sì che si possa intercettare i bisogni e indirizzare le donazioni nei periodi in cui vi è necessità. A garantire l’autosufficienza nazionale è soprattutto il meccanismo di compensazione che prevede che le Regioni che raccolgono più sangue del fabbisogno lo cedano a chi è in crisi. C’è poi da lavorare per nuove campagne di sensibilizzazione per responsabilizzare i giovani verso la donazione. I dati ci dicono che a donare meno sono gli under 25. Si tratta di ragazzi già maturi per comprendere l’importanza di un gesto come questo, quindi spetta a noi trovare i giusti canali di comunicazione per convincerli che la donazione, oltre ad essere di importanza vitale, è un gesto di solidarietà, civiltà e altruismo. Anche il volontariato si è mobilitato per ‘ringiovanire’ i donatori con una serie di iniziative volte al coinvolgimento delle nuove generazioni.

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