Carenza medici. Necessari più contratti di formazione e apertura a “modello americano”

L’allarme sulla carenza di medici, ospedalieri e di famiglia, che l’Anaao e la Fimmg hanno lanciato nei giorni scorsi non è una novità, né un fenomeno ascrivibile all’attuale Governo. Si tratta di un problema più che decennale che dobbiamo affrontare da subito con la nuova legislatura. In questi anni di crisi i governi succedutisi si sono concentrati sul mettere in sicurezza il sistema sanitario pubblico universale garantendo la sua sostenibilità per i prossimi anni. Questo ha comportato grandi sacrifici, in particolar modo per il personale. Siamo consapevoli di questo, così come sappiamo che sono queste le urgenze sulle quali intervenire nei prossimi anni, dalla formazione al ricambio generazionale, fino ai contratti. In questi anni abbiamo già iniziato ad intervenire sulla formazione introducendo il concorso nazionale per l’accesso alle Scuole di specialità e aumentato i contratti nazionali di formazione specialistica, passati da 3.500 del 2013 ai circa 6.500 attuali. Sappiamo che questi numeri non sono ancora sufficienti dal momento che il divario tra il numero di laureati in medicina e quello dei posti a disposizione nelle specializzazioni è ancora troppo alto.