Con Internet i bambini non rimangono indietro
In questi giorni abbiamo presentato a Pisa un ulteriore sviluppo del progetto ed è un buono spunto per parlare di qualcosa che non è molto più di una buona idea, è la dimostrazione che alle buone idee si può dare gambe per camminare, che si può perfino fare molto con poco. E’ anche la dimostrazione che le nuove tecnologie non sono solo cose complicate, da addetti ai lavori, sono straordinarie opportunità per tutti, che consentono di superare ostacoli e difficoltà fino a qualche tempo insormontabili.
E tutto questo è il progetto Smart inclusion, che abbiamo avviato a livello sperimentale a Firenze e a Pisa. Grazie a questa iniziativa i bambini ricoverati negli ospedali pediatrici potranno assistere in diretta alle lezioni, fare i compiti e dialogare con gli insegnanti, salutare e conversare, anche se a distanza, con i compagni di classe: insomma, non dovranno sopportare pesanti battute di arresto nel loro percorso scolastico e potranno comunque sentirsi parte della rete di relazioni che hanno costruito a scuola.

Una cosa è certa, la mafia vive di controllo del territorio e questo controllo si esercita anche attraverso i simboli. Parole e gesti hanno il loro peso. Per questo ci sono azioni che non sono solo formali, che non possono essere semplicemente classificate come commemorazioni. E questo è particolarmente vero per la decisione di piantare degli alberi per ricordare Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta, nell’ambito del progetto del comune di Firenze per ricordare i nostri “eroi civili”. E’ particolarmente bello ricordare con gli alberi, piuttosto che con targhe, uomini che hanno dato moltissimo alle nostre comunità e che per questo magari sono morti. Danno il senso di radici profonde, di vita che continua. Ma azioni del genere sono anche una concreta manifestazione di lotta contro la mafia. 


