Archivio: novembre, 2009

Primarie: perché ho deciso di non candidarmi

Troppe volte le divisioni interne al PD hanno indebolito la nostra proposta politica e provocato sconfitte. Soprattutto in questa momento di crisi politica ed economica i cittadini ci chiedono un forte segnale di unità.

Per questo, pur convinto dell’importanza dello strumento delle Primarie come passaggio fondamentale per il rinnovamento della politica, ritengo opportuno che in questa fase non si consumino tempo ed energia in competizioni difficili, logoranti e che forse potrebbero apparire semplici prosecuzioni del dibattito congressuale nazionale. (continua…)

La Toscana dice no alla mafia

antimafiaUna regione che non è terra di mafia e che tuttavia, risulta permeabile alle infiltrazioni mafiose. Una regione dove manca il consenso sociale alla criminalità organizzata ma che in questa situazione di crisi economica può essere particolarmente esposta ai suoi appetiti.

Mi pare che sia questo il quadro che emerge dalla ricerca sulla “Infiltrazione delle mafie in Toscana” che, curata dal professor Enzo Ciconte per conto della Regione e di Avviso Pubblico, ho avuto modo di presentare a Firenze. Un quadro che va oltre le cronache degli ultimi mesi per guardare a quanto è successo nella nostra regione in almeno 30 anni. Passaggio necessario, questo, perché non si può capire il presente senza curare la memoria, a partire da quando, con i primi soggiorni obbligati, si segnalarono le prime presenze di famiglie mafiose.

Le varie mafie hanno visto nella Toscana una regione ricca per fare buoni investimenti e riciclare denaro sporco. Hanno comprato alberghi, negozi, aziende. Ma allo stesso tempo a esse hanno fatto capo attività quali il traffico di stupefacenti.

In tutto questo c’è molto per cui essere preoccupati. Grazie alla difficoltà economiche di tante imprese ora è più facile che arrivino nei nostri territori capitali mafiosi.

La nostra regione ha dimostrato di avere anche importanti carte da giocare. In primo luogo la diffusa cultura della legalità, decisiva perché è chiaro che la mafia comincia a mettere radici là dove il complesso delle regole comincia a cedere. E poi la tenuta di istituzioni locali che solo in sporadici casi si sono dimostrate permeabili agli interessi della criminalità organizzata.

Anche la Regione Toscana sta facendo molto, per esempio con la nuova legislazione sugli appalti, per assicurare regolarità e trasparenza e così garantire meglio le imprese davvero oneste. Oppure con il lavoro che stiamo facendo in questi mesi per una nuova legge per contrastare l’usura.

Ma ora si tratta di andare avanti, di non mollare la presa, anzi, di assicurare tutti insieme il massimo di attenzione.

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