Archivio: novembre, 2009

Una biblioteca per Peppino Impastato, piccolo grande gesto di legalità

Un gesto importante per trattenere il ricordo di una vittima di mafia che oggi qualcuno vorrebbe dimenticare, ma anche per rilanciare, proprio a partire dalla scuola, la battaglia per la legalità in Italia. Tutto questo significa aver intitolato alla memoria di Peppino Impastato la biblioteca della scuola Leonardo da Vinci di Firenze. Mi dispiace non essere stato presente alla cerimonia di intitolazione, perché la stessa mattina partecipavo ai funerali di stato a Pisa. Ma faccio mie comunque le parole degli studenti.
«A 31 anni dalla scomparsa di Peppino Impastato un ‘piccolo’ ma importante gesto – hanno sottolineato, tra le altre cose, gli allievi della quinta di chimica, in rappresentanza di tutti i 1800 studenti di questa superiore – Una targa, una intestazione, che è un passo per combattere la mafia, per fare sapere che noi non abbiamo dimenticato, per far sapere che noi non dimenticheremo e continueremo la nostra lotta contro l’omertà e la criminalità organizzata. Noi siamo con Peppino, noi siamo con la legalità». (continua…)

Una biblioteca per Peppino Impastato, piccolo grande gesto di legalità

Un gesto importante per trattenere il ricordo di una vittima di mafia che oggi qualcuno vorrebbe dimenticare, ma anche per rilanciare, proprio a partire dalla scuola, la battaglia per la legalità in Italia. Tutto questo significa aver intitolato alla memoria di Peppino Impastato la biblioteca della scuola Leonardo da Vinci di Firenze. Mi dispiace non essere stato presente alla cerimonia di intitolazione, perché la stessa mattina partecipavo ai funerali di stato a Pisa. Ma faccio mie comunque le parole degli studenti.
«A 31 anni dalla scomparsa di Peppino Impastato un ‘piccolo’ ma importante gesto – hanno sottolineato, tra le altre cose, gli allievi della quinta di chimica, in rappresentanza di tutti i 1800 studenti di questa superiore – Una targa, una intestazione, che è un passo per combattere la mafia, per fare sapere che noi non abbiamo dimenticato, per far sapere che noi non dimenticheremo e continueremo la nostra lotta contro l’omertà e la criminalità organizzata. Noi siamo con Peppino, noi siamo con la legalità».
Parole che, ripeto, faccio completamente mie. Sono convinto che la battaglia per la legalità debba vedere i giovani in prima fila e che anzi, per combattere le mafie, piaga di un intero paese e non solo del Sud, sia possibile imparare da loro. Soprattutto in un momento come questo, in cui avverto segnali di cedimento, per esempio per quanto riguarda i beni confiscati alla criminalità organizzata. E cedimento è anche dimenticare figure come Peppino Impastato, magari deliberatamente, come è stato fatto in un comune dell’Italia del Nord. Il ricordo di questo ragazzo ammazzato dalla mafia, qui a Firenze, a più di 30 anni dalla morte, significa condividere il suo coraggio nel denunciare ogni tipo di illegalità e nel lottare perché le nostre comunità si fondino sulla solidarietà, sul lavoro, sul merito.

Firmiamo l’appello contro la vendita dei beni confiscati

 
 
Come forse già saprete, venerdì 13 novembre il Senato ha approvato un emendamento alla finanziaria 2010 che modifica la legge Rognoni-La Torre prevedendo la vendita all’asta da parte dello Stato dei beni confiscati ai mafiosi. Se questo emendamento diventasse legge le conseguenze  potrebbero assai gravi, perché i beni confiscati alla mafia potranno essere messi all’asta, senza più alcun vincolo di uso sociale.

Le comunità che hanno già subito un danno per la presenza d attività e interessi della criminalità organizzata saranno danneggiate una seconda volta. Ma la cosa peggiore è che in questo modo la mafia potrà rimettere le mani sui beni confiscati, per di più riciclando denaro sporco.

E’ una possibilità che riguarda un patrimonio di assoluto rilievo anche in Toscana, a partire dall’Azienda agricola di Suvignano, nel cuore della campagna senese, il più grande bene sottratto alla mafia in tutto il centro e il nord  Italia.

Per questo, e per evitare che sia dato un segnale di pericoloso cedimento nella lotta alla criminalità organizzata, auspico  che dalla Toscana si levi una presa di posizione forte e determinata.  Pertanto  è importante che tutti noi aderiamo all’appello, lanciato nei giorni scorsi da Don Ciotti e Libera.

Federico Gelli

FIRMA L’APPELLO

Beni confiscati, basta con i regali alla mafia

Vale per l’azienda agricola di Suvignano, nel cuore della campagna senese, il più grande bene strappato alla mafia in tutto il centro e il nord Italia, ma vale anche per l’albergo di Montecatini così come per qualsiasi altro bene che potrà essere confiscato alla criminalità organizzata. Si è fatta concreta la possibilità che tutto questo sia messo all’asta: nel migliore dei casi, diventerà oggetto di una speculazione economica, nel peggiore ritornerà nelle mani delle stesse imprese di mafia, le uniche capaci di investire grossi capitali con disinvoltura.

E lo dico subito: solo la possibilità che questo possa avvenire è qualcosa di molto triste, che da solo basta a dare la misura di tutta la difficoltà in cui versa la battaglia per la legalità nel nostro paese. Eppure è proprio questo che potrebbe succedere se dovesse diventare legge l’emendamento del governo alla Finanziaria sulla vendita all’asta dei beni confiscati.

Insomma, di fatto vengono aboliti i vincoli di uso sociale dei beni confiscati. E questo è di per sé grave, perché si traduce in un danno per quelle comunità che già un danno hanno subito per la presenza di attività e interessi della criminalità organizzata. Ma la cosa peggiore è che le vendite di questi beni possono consentire alla mafia di rimettere le mani su quanto siamo riusciti a sottrarle, per di più riciclando denaro sporco.

Certamente si tratta di un segnale non positivo nella lotta alla criminalità organizzata in questo paese. Bisognerebbe ricordare sempre che la mafia accusa soprattutto i colpi che mettono in difficoltà i suoi affari, mentre è pronta a sfruttare al meglio gli atteggiamenti contraddittori delle istituzioni. Come ha anche ricordato Don Luigi Ciotti in questi giorni, magistratura e forze dell’ordine stanno portando avanti un grandissimo lavoro e la stessa Finanziaria contiene anche altre norme apprezzabili sul terreno del contrasto alla criminalità organizzata, ma poi si danno segnali ben diversi sulle confische, così come sulle intercettazioni o sullo scudo fiscale.

Secondo i dati dell’associazione Libera fino a oggi i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata sono stati quasi 9 mila. Oltre la metà sono stati destinati ai Comuni per essere restituiti alla cittadinanza sotto varie forme, mentre circa 3 mila sono ancora in attesa di assegnazione. Le nuove disposizioni permetteranno l’asta dopo 90 giorni dalla confisca, un termine al momento troppo breve per una procedura di assegnazione.

E in ogni caso il problema dei tempi si risolve abbattendo i tempi, non aggirando il problema facendo venire meno la destinazione sociale dei beni confiscati e cercando magari di fare cassa.

Faremo tutto quanto ci sarà possibile fare, come amministratori pubblici e come cittadini, perché questo emendamento non diventi legge.

Primarie: perché ho deciso di non candidarmi

Troppe volte le divisioni interne al PD hanno indebolito la nostra proposta politica e provocato sconfitte. Soprattutto in questa momento di crisi politica ed economica i cittadini ci chiedono un forte segnale di unità.

Per questo, pur convinto dell’importanza dello strumento delle Primarie come passaggio fondamentale per il rinnovamento della politica, ritengo opportuno che in questa fase non si consumino tempo ed energia in competizioni difficili, logoranti e che forse potrebbero apparire semplici prosecuzioni del dibattito congressuale nazionale.

Visto anche i tempi stretti che separano le Primarie del PD da quelle per la scelta del Presidente della Regione e poi dal voto di marzo, ritengo che la scelta più responsabile per il partito e per la Toscana sia quella di proseguire nel lavoro portato avanti in questi anni da Claudio Martini, costruendo un percorso unitario intorno al nuovo segretario del PD regionale Andrea Manciulli e intorno alla candidatura di Enrico Rossi.

Ringrazio i numerosi amministratori, le associazioni, le organizzazioni sindacali, economiche e professionali che mi hanno ripetutamente sollecitato a candidarmi per la presidenza della Regione vedendo in me una possibile proposta per un progetto futuro per la Toscana. Progetto che in ogni caso sono intenzionato a portare avanti.

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