Al lavoro per le primarie regionali
E dunque le primarie per il presidente della Regione Toscana e per i consiglieri regionali si faranno. Oggi è stato firmato il decreto che le dispone e nello stesso tempo fissa una data: il prossimo 13 dicembre. Un passaggio formale che segna però l’inizio di un impegno concreto da parte di tutti noi: perché le primarie siano primarie autentiche, partecipate, precedute da un percorso capace di vivere in mezzo a tutti i cittadini, non solo nelle stanze dei partiti.
Prima di tutto c’è questo, al di là dei nomi di chi deciderà di candidarsi e di chi poi vincerà: fare in modo che le primarie siano un successo. Fare in modo cioè che le primarie siano sempre di più al centro della cultura politica delle forze politiche e di tutti i cittadini: strumento di democrazia e partecipazione e quindi anche di rinnovamento.
In questi mesi, devo dire, ho avvertito un clima strano intorno alle primarie. Un clima fatto di resistenze e paure, di voglia più o meno dichiarata di tornare sui propri passi, di evitare il confronto e poi il voto. Meno male che lo scorso 25 ottobre, qualunque sia stato il risultato, i cittadini hanno deciso per tutti noi e hanno deciso, in primo luogo, che le primarie sono un patrimonio a cui è impossibile rinunciare.
In questa logica, aggiungo, forse sarebbe stato meglio scegliere un’altra data e dare più tempo al percorso di queste primarie. Cioè dare più tempo alle idee di emergere e ai candidati di confrontarsi. Ma soprattutto dare più tempo ai cittadini di dire la loro. Perché le primarie sono soprattutto questo: non il momento in cui il candidato espone il suo programma, ma il momento in cui il candidato ascolta il cittadino e raccoglie le sue idee, le sue proposte, le sue indicazioni.
Un problema farle a gennaio, a ridosso della “vera” campagna elettorale? Non so, mi sembra che questa preoccupazione nasconda la solita diffidenza per le primarie. Per me le primarie sono già la campagna elettorale. Sono il modo con cui crei prima i programmi, le relazioni, la forza per vincere le elezioni.
Primarie fatte bene, sono primarie che ti aiutano a vincere dopo. E per questo, nonostante la data troppo ravvicinata, l’impegno non può che essere questo: farle bene, farle al meglio, queste primarie.

Ci sono progetti che non esigono grandi investimenti infrastrutturali o impegnativi piani finanziari: e che tuttavia possono dare risultati importanti per la nostra economia e allo stesso tempo cambiare la qualità della nostra vita.
Diceva Miguel de Cervantes: “Dove c’è musica non può esserci nulla di cattivo”. Non so se si possa arrivare a dire tanto, ma di una cosa sono sicuro, la musica è – o meglio, dovrebbe essere – un aspetto importante dell’educazione per tutti i nostri ragazzi e ragazze. Un ingrediente fondamentale per una vita che può essere più ricca, profonda, appagante proprio con la musica.


