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    Morbillo, morto bimbo. Una notizia terribile, esame di coscienza per chi è contro vaccini

    E’ una notizia terribile che non avrei mai voluto apprendere e che ci riporta indietro di cinquant’anni quando questi fatti erano all’ordine del giorno. Una tragedia che oggi però si poteva e si doveva evitare. Quando si parla di alzare il livello delle coperture vaccinali per preservare l’effetto gregge, ci si pone a difesa proprio di tutti quei bambini più fragili e indifesi, come il piccolo affetto da leucemia linfoblastica acuta deceduto oggi a Monza. Chi ancora si ostina a dire che non siamo in una situazione di emergenza, come invece dichiarato più e più volte da tutte le società scientifiche nazionali ed internazionali, oggi abbia il buon gusto di tacere e farsi un esame di coscienza.

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    Vaccini, bene la disponibilità dell’Oms

    Dopo l’allarme lanciato nei mesi scorsi sulla situazione di emergenza in Italia ed in Romania causata dal morbillo, l’Oms torna ufficialmente a prendere posizione sulla questione mettendosi a disposizione per offrire il supporto tecnico necessario al nostro Paese per migliorare la copertura vaccinale e raggiungere il controllo della malattia. Penso non ci sia miglior risposta per chi, ancora oggi, di fronte ai quasi 3000 casi registrati nel nostro Paese nei primi sei mesi del 2017, con un picco dell’800% in più rispetto al 2016, continua a dire che non ci troviamo di fronte ad una situazione di emergenza.  La rinnovata attenzione dimostrata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla crescita esponenziale della malattia in Italia la dice lunga sull’importanza di un intervento immediato ed efficace per invertire il trend in calo delle coperture.

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  • francia vaccini

    La Francia vuole i vaccini obbligatori come l’Italia

    La ministra della Salute francese, Agnès Buzyn, in un’intervista a Le Parisien ha spiegato le sue intenzioni di portare ad 11 le vaccinazioni obbligatorie in Francia,  e poi ha aggiunto che la strada intrapresa dall’Italia è quella giusta. Un importante sostegno è arrivato anche dalle parole del commissario Ue alla Salute, Vytenis Andriukaitis. Il nostro Paese sta diventando un punto di riferimento a livello internazionale su questo tema. La necessità di introdurre 12 vaccinazioni obbligatorie è stata ribadita oggi dallo stesso presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Walter Ricciardi, che in un’intervista a Quotidiano Sanità a spiegato come il mancato raggiungimento della soglia di sicurezza del 95% delle coperture per tutte le vaccinazioni a livello nazionale esponga a gravi rischi la salute di decine di migliaia di bambini e adolescenti.

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    Diabete. Il Governo garantisca stesse cure ai malati come avviene nel resto d’Europa

    Il Governo intervenga per garantire l’accesso alle cure per i malati diabetici italiani come avviene nel resto dei Paesi europei. È quanto chiedo con un’interrogazione al Ministro della Salute in merito alla necessità di prescrivere la classe di farmaci DPP-4I da parte della medicina generale come avviene in tutti gli altri Paesi europei per il trattamento del diabete di tipo 2. Su 3 milioni di cittadini italiani interessati da diabete di tipo 2 – continua Gelli – soltanto uno su tre riesce ad avere un adeguato piano sanitario di controllo. Ad oggi le sulfaniluree, farmaci utilizzati per il trattamento del Diabete, rappresentano ancora la principale opzione terapeutica che i medici di medicina generale possono prescrivere dopo la metformina, essendo loro ancora preclusa la possibilità di prescrivere terapie innovative e di comprovata efficacia e sicurezza come ad esempio le terapie orali quali i DPP-4I, presenti sul mercato da ben otto anni. Continue Reading

  • vaccini

    Zaia ha letto nuovo Piano vaccinale nazionale?

    Il presidente Zaia, dopo le dichiarazioni di ieri contro il decreto vaccini, si e’ ripetuto chiedendo alla ministra Lorenzin di imporre le anagrafi informatizzate. A questo punto, sono costretto anche oggi a chiedere a Zaia se abbia almeno sfogliato il nuovo Piano nazionale vaccini pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 18 febbraio. Se il governatore veneto avesse letto quel documento, probabilmente saprebbe che il completamento dell’informatizzazione delle anagrafi vaccinali, interoperabili a livello regionale e nazionale, tra di loro e con altre basi di dati (malattie infettive, eventi avversi, residente/assistiti), e’ gia’ previsto al punto 6 degli obiettivi che il Piano si prefigge di raggiungere. Sono sicuro che un po’ di sana lettura porterebbe via a Zaia meno energie di questa continua ricerca di uno scontro con il Governo.

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    Vaccini, Veneto impugna decreto. Zaia interessato più a visibilità mediatica che a salute cittadini

    Zaia dovrebbe aver visionato i dati recentemente rilasciati dal Ministero della Salute sulle coperture vaccinali del 2016. Presumo quindi che sia a conoscenza del fatto che nessuna vaccinazione raggiunga la soglia di sicurezza del 95% a livello nazionale. Dovrebbe inoltre sapere che anche in Veneto tale quota di sicurezza non venga raggiunta per nessuna vaccinazione, ma che anzi, solo per fare alcuni esempi, si registrano tassi del 91,97% per la polio o addirittura dell’89,19% per il morbillo. Mi chiedo quindi, di fronte a questi dati, cosa lo spinga ad impugnare un provvedimento che corre ai ripari mettendo in sicurezza la salute dei nostri ragazzi. Non vorrei che il principale interesse del governatore veneto sia quello di avere una maggiore visibilità mediatica piuttosto che la tutela della salute collettiva.

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